Centro Coni FIJLKAM - Ostia (07.10.2014 - 07.03.2015) - Una pittura, a ben guardare, che non raccoglie soltanto gli afflati ribelli della Cozzini bensì la lucida sequenza di un sillabario che alla parola – alle sue inestricabili rotte – avvicenda le scrupolose dimore del colore, della forma, del caos.

L’evoluzione narrativa di Marisa Cozzini corre lungo una traiettoria che, originata proprio dal sostegno evocativo, sembra addensarsi verso una sostanza fatta di recuperi, di rispondenze, di profili comunque capaci, al di là di un’apparente e transitoria difficoltà interpretativa, di restituire invero un paesaggismo decisamente meno consolante o scontato; una figurazione orfana di cifre riconducibili ad un sentire comune; una nature che libera, in un vero e proprio sbalordimento cromatico, il suo periodare.