Palazzo Laurenti - Spoleto (21.12.2013 - 08.01.2014) - Una pittura di gonfiori cromatici, di equilibri predestinati, quasi di misture tonanti – se al colore potessimo attribuire una voce sotterranea –, di capillari crocicchi tonali. Una pittura che non smarrisce – non abdica, direi – il desiderio del racconto; che non semplifica (con l’occupazione intransigente della campitura) il frammentato profilo della scrittura.

Mi pare invece che il labirinto di segni, di tracce e di confidenze trovi il suo alveo ideale in queste dinamiche del colore, come se ogni “termine”, finanche il più acerbo, dettasse il senso di una più compiuta azione narrativa.