Via Romagna - Roma - (25.03.2010 - 01.06.2010) - Un narrare lieve che rimanderebbe – se valesse soltanto l’approccio retinico – ad uno scenario di gesti immobili, di soste rassicuranti, ovvero ad una naturalità dell’esistenza alimentata esclusivamente dalla legittimazione dello sguardo. In verità, nel sillabario di colori congeniale dell’artista trovano alloggio – assai spesso celati – il senso e il moto di una profonda e infaticabile vitalità, un “indistinto materico” – come suggerirebbe Renato Barilli – capace di spaginare e scomporre la benevola costruzione dell’immagine. Di offrire ad essa un’anima alternante, enigmatica, metafisica.